L'idea dietro Learnis

Educazione Trasformativa

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Una persona può imparare una tecnica senza cambiare idea su di sé. Può migliorare un risultato e restare convinta di non essere mai stata portata. Può uscire da un corso piena di entusiasmo, applicare per qualche giorno ciò che ha visto e poi ricadere nelle vecchie abitudini. Tutto questo è apprendimento, e può essere utile. La trasformazione comincia a un livello diverso: avviene quando ciò che impariamo cambia i criteri con cui interpretiamo l’esperienza, e ci permette di agire con una consapevolezza che prima non avevamo.

Apprendimento ed educazione non sono la stessa cosa

Jack Mezirow ha dato un nome a questo processo: apprendimento trasformativo. Le due espressioni sono vicine, ma non intercambiabili. L'apprendimento trasformativo è ciò che accade dentro una persona — un cambiamento nel modo in cui dà significato all'esperienza. L'Educazione Trasformativa è ciò che un sistema educativo mette deliberatamente in campo perché quel processo possa accadere: esperienze, relazioni, strumenti, ambienti, tempo per esercitarsi, confronto e accompagnamento. Mezirow ha formulato una teoria del primo. Learnis si definisce attraverso la seconda, perché ciò che progetta è un ecosistema pensato per rendere possibile la trasformazione. La trasformazione appartiene sempre alla persona, e nessuna organizzazione può rivendicarla. L'educazione può solo creare condizioni più o meno favorevoli.

Le cornici attraverso cui leggiamo la realtà

Non incontriamo la realtà in modo neutro. La leggiamo attraverso strutture di aspettative formate da educazione, cultura, lingua, relazioni, successi e fallimenti. Queste cornici ci dicono in silenzio che cosa è possibile, che cosa è pericoloso e fin dove possiamo arrivare. Nello studio prendono forme molto concrete: «non ho memoria», «non capisco la matematica», «devo leggere le cose dieci volte», «se mi distraggo è perché mi manca la forza di volontà». Mezirow distingueva gli abiti mentali — orientamenti ampi e radicati, spesso inconsapevoli — dai punti di vista, le convinzioni e le reazioni attraverso cui quegli orientamenti si manifestano in una situazione specifica.

Dove comincia la trasformazione

Succede qualcosa che la vecchia spiegazione non riesce a giustificare: un risultato inatteso, una strategia familiare che continua a fallire, qualcuno che affronta lo stesso compito in un modo diverso, una domanda a cui non sappiamo rispondere. Spesso lo si chiama dilemma disorientante. Il termine fa pensare a una crisi drammatica; nella formazione prende di solito forme quotidiane.

Il fatto nuovo non cancella anni di difficoltà, ma incrina una spiegazione che sembrava definitiva. Ciò che trasforma l'incrinatura in cambiamento è la riflessione critica — portare alla luce le premesse con cui abbiamo interpretato l'accaduto — e il dialogo, perché una nuova interpretazione diventa solida solo quando può essere discussa, verificata sui fatti e messa alla prova da altri punti di vista.

Come Learnis la mette in pratica

L'Educazione Trasformativa si vede soprattutto nell'architettura. Le esperienze immersive interrompono la routine e rendono visibili capacità o automatismi che la persona non stava osservando. I percorsi continuativi danno alla pratica il tempo di consolidarsi. I gruppi di pari offrono confronto, appartenenza e prospettive alternative. I mentori — istruttori e tutor formati alla metacognizione — accompagnano il passaggio dall'intuizione alla competenza. Ambienti fisici, digitali e sociali tengono a portata di mano strumenti, relazioni e occasioni di pratica. I contenuti editoriali preparano, approfondiscono ed estendono l'esperienza. L'apprendimento viene per primo perché è la meta-abilità che rende possibile ogni altra capacità: per questo il percorso parte dalle Learning Skills, si estende alle Personal Skills e arriva alle Professional Skills.

Di che cosa è fatto un percorso trasformativo

  • Esperienze immersive che interrompono la routine e rendono visibile l'invisibile
  • Percorsi continuativi che danno alla pratica il tempo di sedimentare
  • Gruppi di pari che rendono lo sforzo condiviso invece che personale
  • Mentori formati a leggere il processo, non solo a spiegare una procedura
  • Ambienti fisici, digitali e sociali progettati insieme al metodo
  • Contenuti editoriali che preparano l'esperienza e la estendono dopo

Come si misura un percorso trasformativo

Il criterio è l'autonomia. Un percorso funziona quando aiuta una persona a vedere ciò che prima agiva senza farsi vedere, le dà gli strumenti per costruire un'alternativa, le resta accanto mentre quell'alternativa viene messa alla prova, e le consegna gradualmente la direzione del processo. Se il lavoro riesce, ha sempre meno bisogno del suo insegnante.

Guarda come funziona il metodo in pratica